23/03/2017

 

Dappertutto «Sud e Nord sono dentro l’Italia, dentro la Francia. Ci sono problemi ovunque»

«Dijsselbloem dice che i Paesi del Sud Europa spendono gli aiuti Ue in alcol e donne? Beh, non sono certo parole diplomatiche, e io non le avrei mai dette. Ma se allarghiamo il discorso all’uso in generale della cosa pubblica, a come la si amministra in certi Paesi, allora un fondo di verità, c’è. Prenda per esempio la Francia: il ministro degli Interni e un candidato alla presidenza accusati di aver dato lavori fittizi a parenti vari… E in altre nazioni? Transparency International ha ben chiarito il rapporto esistente fra crescita della corruzione e la frenata della crescita… È il livello, l’esigenza reale di onestà in tutto il continente che deve preoccuparci, più ancora di certe battute. Altro che donne o vino…».

Sylvie Goulard, eurodeputata francese dell’Alleanza dei democratici e liberali, autrice di 7 libri sull’Europa fra cui «Goodbye Europe» e (con Mario Monti) «La democrazia in Europa – Guardare lontano», ha appena letto le dichiarazioni di Dijsselbloem sui «sudisti» che spenderebbero in soldi e vino i fondi della solidarietà europea. E ha anche letto le risposte di Pittella o dei Cinque Stelle: «Che a dir la verità, mi sono sembrate anch’esse un po’ fuori tono. Avrei detto “non sono d’accordo”, ma avrei anche ascoltato e riflettuto».

Perché?

«Perché credo che i governi europei di oggi debbano smettere di vedere solo la trave negli occhi altrui e la pagliuzza in quegli degli altri, e debbano imparare di nuovo ad ascoltare le critiche, ad accettarle. Io sono, per esempio, molto preoccupata per l’Italia».

Perché?

«Per come è cambiata o sta cambiando la sua attitudine verso l’Europa. Perché i suoi cittadini sembrano non capire più che proprio l’Ue, con le sue critiche e il suo indicare le cose che non vanno, può proteggerli da una certa loro casta. Lo stesso è avvenuto o sta avvenendo in Francia, del resto. Per le riforme sull’uguaglianza di genere, sull’ambiente, per tante altre cose, l’Ue è stata ed è molto importante. Tant’è vero che persone come Monti o Macron, non l’hanno criticata ma hanno cercato di fare queste riforme nell’interesse del loro Paese. Ma a proposito delle polemiche di queste ore, e delle parole di Djissembloem, c’è qualcos’altro che dobbiamo tutti ricordare».

Che cosa?

«L’Ue l’abbiamo creata proprio per questo, per dirci e ascoltare osservazioni e critiche, anche se magari spiacevoli. E torno a ripetere, guardando ai dati di Transparency International e non alle percezioni di questo o quel Paese: ognuno deve fare uno sforzo per rispettare le regole e combattere la corruzione».

Djjssembloem fa capire che nel Sud dell’Europa non è decisamente così.

«Ma il Sud e il Nord ci sono ovunque: dentro l’Italia, dentro la Francia, ovunque. I problemi ci sono dappertutto. Come donna, penso per esempio che certi Paesi del Nord – come la Germania – non siano poi così avanzati nell’uguaglianza di genere. Ma torniamo ancora una volta al rispetto delle regole. Se alziamo il livello di questa esigenza, e combattiamo la corruzione, aiutiamo tutti: gli italiani, i francesi, gli spagnoli, i greci. Tutti. Io, poi, non voglio dover scegliere fra Nord e Sud, fra Germania e Italia o Francia».

In che senso?

«Non lo dico, mettiamola così, per una forma di tenerezza personale o nazionale. Ma perché so e sappiamo tutti come sia più facile fare alleanze con chi ci è culturalmente, o economicamente più vicino: i Paesi del Sud Europa con quelli del Sud, quelli del Nord con quelli del Nord, e così via. Ma il grande, grandissimo valore aggiunto dell’Unione Europea è stato proprio quello di mettere insieme Paesi diversi, cioè di mettere a frutto la diversità. Nel dopoguerra, ciò ha portato a cose favolose. Non dobbiamo, non possiamo dimenticarlo».

Luigi Offeddu

2017-05-19T00:50:01+00:00